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Due giornate di superbike un po’ tranquille. Vissute in maniera fin troppo pacata. Forse perché il parco di Monza offriva talmente tanti motivi di distrazione con condizioni atmosferiche già di per sé spettacolari, forse perché il paddock era ben ordinato, composto e non troppo chiassoso, forse perché era previsto che le Ducati avrebbero sofferto la supremazia delle rivali giapponesi, forse perché arrivavo da una settimana intensa e fino all'ultimo avevo il bagaglio pronto per scendere a Roma...
Rispetto a Misano e Imola la scorsa stagione ho vissuto un’atmosfera più svagata. Le gare però sono state emozionanti, con rimonte incredibili (un’ovazione per Toseland in gara 1 e Nannelli in gara 2) e il mio beniamino (Regis Laconi) sempre sul podio in entrambe le gare e tra i più veloci in superpole. Peccato solo che Regis non sia riuscito a mantenere la leadership proprio alla fine di gara 2 cedendo il primo gradino a Vermuelen, mentre lo zio Troy si metteva al sicuro in classifica generale con un terzo posto.
Come al solito a rendere indimenticabili questi momenti sono piccole cose, che spesso poco hanno a che vedere con l’agonismo e l’adrenalina in pista: entrare in sala stampa, sorridere al Dott. Costa, passeggiare per mano in paddock come due bambini al luna park, cercare con lo sguardo Laconi che entra nella sua motorhome, trovare tra i 93.000 spettatori amici lontani che si riuniscono in autodromo in nome di una passione comune e decidere a show terminato di regalarci un gelato sul lago di Como.
A farmi da promemoria di queste due giornate di superbike stamattina c’è pure la mia abbronzatura: sono a strisce come una alpenliebe alla fragola. Una scusa in più per farsi coccolare fin dal primo mattino con creme e carezze!
Ci si vede a Misano! Crema solare nello zaino!
